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7.10.2008 |
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Acqua, questione di gusto. E di pubblicità |
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Acqua minerale Forse non tutti lo sanno, ma esiste in Italia
un’Associazione degustatori acque minerali (Adam), cultori del cibo
che studiano gli accostamenti giusti tra acqua e cibo: c’è infatti
un’acqua minerale più adatta alle carni rosse, una al pesce e una
consigliata per i formaggi invecchiati. E non dipende solo dalle
bollicine. Anche tra le acque piatte - come si definiscono quelle
senza gas - esistono delle differenze.
Perché, allora, in un Paese in cui ci sono falde acquifere di ottima
qualità si consuma tanta acqua in bottiglia? Secondo autorevoli
sondaggi, forse è dovuto anche alla convinzione (lo pensa l’80% degli
italiani) che l’acqua in bottiglia sia meno inquinata e più salutare.
“E’ una paura infondata”, spiega Romano Pagnotta dell’Istituto di
ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr. “L’acqua di casa è sicura:
qualunque sia la sua provenienza, e in qualunque parte d’Italia ci
troviamo, quando l’acqua esce dagli impianti di potabilizzazione è
stata già riportata ai livelli di qualità e sicurezza stabiliti dalla
legge. La scelta di privilegiare l’acqua in minerale va considerata
una questione di gusto”.
L’acqua del rubinetto proviene da falde acquifere sotterranee o dai
bacini superficiali. Dal sottosuolo segue un percorso (pozzi,
serbatoi, rete di distribuzione..) e viene sottoposta a trattamenti
che la rendono potabile e, a volte, anche a processi di disinfezione,
spesso mediante l’aggiunta di cloro. La cosiddetta minerale è,
invece, acqua che proviene da una riserva sotterranea naturale e non
ha subito interventi risananti. Di solito viene imbottigliata in loco.
Entrambe comunque sono salutari. “La particolare composizione chimica
dell’acqua, ne determina senza dubbio il ‘sapore’, ma non certo le
virtù salutari”, aggiunge il ricercatore dell’irsa-Cnr. “Per una
persona sana, tutte le acque sono uguali, mentre alcune tra le
minerali, per la loro composizione organolettica, possono essere
vantaggiose o svantaggiose in presenza di patologie particolari. Ma
questo vale anche per le acque di rubinetto, poiché anche queste
differiscono tra loro nelle percentuali degli elementi costituenti,
in particolare i sali minerali”.
Quando compriamo acque minerali in bottiglia, dunque, paghiamo i
materiali, i trasporti, la pubblicità, e non presunte virtù salutari.
E li paghiamo cari: 1 m³ di acqua di rete (1.000 litri) costa 50
centesimi-un euro, mentre una bottiglia da un litro di acqua minerale
costa in media 40-50 centesimi.
Luciana Riva
Fonte: Almanacco della Scienza CNR
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